Londra: niente immigrati bulgari, per ora
Pubblicato da Ada Pagliarulo , Paolo Martini alle 11:24 in
Anche Londra si rassegna a porre dei limiti per timore di onde di immigrati. Lo farà il governo in settimana, e lo scrivono oggi i quotidiani britannici, raccontando che per rumeni e bulgari sarà più difficile entrare a lavorare in Gran Bretagna, a differenza di quanto accaduto ai polacchi, che dal 2004 sono entrati (circa 600 mila) nell'isola.
Così anche la Gran Bretagna, uno dei pochi paesi che non aveva utilizzato il diritto previsto dai trattati di porre restrizioni alla libera circolazione dei lavoratori (cosa che invece fecero quasi tutti i paesi europei, compreso il nostro), si rassegna. Vedremo nei dettagli la decisione, appena sarà presa. Pare che non riguarderà i lavoratori autonomi (e dunque potremo vedere anche dentisti bulgari all'opera, dopo i polacchi), e che sarà rivolta soprattutto a limitare l'accesso dei non qualificati.
Eppure in Inghilterra sanno bene che i lavoratori immigrati hanno contribuito ai tassi di crescita del paese, e che sembrano non essere mai abbastanza. Altrimenti per quale motivo le grandi banche si preparerebbero da tempo, anche assumendo personale che parli polacco, per contattare clienti immigrati?
Sul tema vale la pena di leggere questo special report del Guardian dell'agosto scorso. Spiega tra l'altro come la maggior parte dei lavoratori non qualificati guadagna meno di sei sterline l'ora, e che ovviamente tiene bassi i salari dei lavoratori non qualificati in genere, cosa che ovviamente non farà piacere ai lavoratori più deboli britannici.





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